Vellano borgo delle Dieci Castella della Valleriana

VELLANO e’ il capoluogo della montagna pesciatina, si trova a 480 metri sopra il livello del mare ed è una località turistica prettamente estiva con ottime pensioni e case attrezzate per i turisti. Il paese era già conosciuto nel secolo X per la sua Pieve ed il vicino casale detto “Obaca”. Nel 1281 ebbe la rocca e le mura distrutte dai Guelfi lucchesi e valdinievolini. E’ stato feudo della famiglia Garzoni di Pescia e fece parte della Lega dei Castelli di Valdinievole. Nel 1366 Coluccio Salutati che era notaro del Comune e ne scrisse lo statuto che si conserva ancora nella Biblioteca Comunale di Pescia.
Da vedere a Vellano:
si possono ammirare nella parte alta del paese i resti della rocca di forma piramidale e delle mura di cinta. Nella parte bassa invece si possono ammirare il campanile e la Pieve dei Santi Sisto e Martino. Edificata fuori dalle mura del castello, lungo la mulattiera di collegamento con Calamari, detta Via Grande o Via delle Fabbrichine (erano le donne che la percorrevano per andare a lavorare il fabbrica). La Pieve, forse del sec. X, fu restaurata nel 1774 con inversione dell’abside e del portale d’ingresso. Di impianto romano, possiede tre navate.
Il Campanile merlato era una torre di avvistamento. Dal loggiato settecentesco si ha uno stupendo panorama sulla valle. Sotto la Pieve si trova la cripta con le statue dei Santi Pietro e Paolo e un’antica croce benedettina scolpiti nella pietra e ormai consunti. La lunetta esterna con i Santi Sisto e Martino è del 1654. All’interno si conservano numerose opere: l’affresco Martirio di San Sisto Papa, del sec. XV; un fonte battesimale in pietra serena, del sec. XV;
due tele di Padre Alberico Carlini da Vellano, del 1700 (Madonna addolorata con Santi e Trinità con Santi); la tela Cena in Emmaus, del 1600; la tavola Crocifisso di Rodomonte Pieri da Vellano, sec. XVII; due tele dell’uzzanese Alessandro Bardelli, sec. XVII (entrambe Madonna con Bambino e Santi); la tela San Francesco riceve le stimate, sec. XVII; la tela Sant’Antonio da Padova in adorazione del pesciatino Benedetto Orsi, sec. XVII; la tela Madonna del Rosario e Santi del vellanese Spinamonte Vanni, sec. XVII; cinque statue, di cui tre lignee, del sec. XV, e due in terracotta smaltata, del sec. XVI; l’organo Tronci è del 1795 ( cit. Alessandro Birindelli )
La Svizzera Pesciatina ha rappresentato una riserva inesauribile di pietra serena, proprio come altre aree toscane più note per questa produzione. Questa particolare arenaria fu profondamente apprezzata dai maestri del Rinascimento, a partire da Brunelleschi, che la introdusse per primo nelle opere architettoniche. Attualmente, a Vellano si può trovare l’ultimo sito estrattivo ancora operativo nel territorio, la cava Nardini, che apre regolarmente le porte ai visitatori.
Per chi desidera esplorare la storia di questo mestiere, il museo storico etnografico del minatore e del cavatore offre un percorso di approfondimento. La struttura è nota anche come “Miniera di Publio”, in omaggio a chi la istituì, e custodisce una ricca collezione di utensili professionali, attrezzi storici, campioni minerali, libri e contenuti multimediali. per visite guidate contattare +39330910517 Giorni feriali dalle 9.00 alle 19.00; sabato e domenica solo su prenotazione email : laminieradipublio@libero.it
Proseguendo sulla via Mammianese, fra bellissimi castagneti, si raggiunge l’altopiano del Colle Romito, dove si trova la borgata di Macchino.
















