San Lorenzo a Cerreto 1

Situato sul Poggio Cerreto e sul Poggio di Sorico, lungo la sponda sinistra del torrente, rappresenta la porta della Valleriana. Dell’antica fortezza medievale di San Lorenzo a Cerreto, coinvolto spesso nelle dispute tra Lucca e Firenze per questioni di confini, oggi non rimane che l’antica torre a guardia della strada di fondovalle.

La chiesa è documentata già dal 1018, nata come cappella privata di una potente famiglia locale e inizialmente intitolata a San Giorgio. Era situata all’interno del borgo fortificato di San Lorenzo a Cerreto lungo la strada che, partendo dalla Pieve di Santa Maria Assunta di Pescia, seguiva l’argine sinistro del Torrente risalendo poi la Valleriana. E’ a navata unica e con abside semicircolare; restaurata nel 2011, conserva: un Crocifisso ligneo intarsiato, del sec. XVI, una statua in terracotta raffigurante San Lorenzo, del 1896, l’organo di Nicomede Agati, del 1852, un affresco con la Madonna, Giuseppe e il Bambino ed una pregevole croce viaria in ghisa. La frazione di San Lorenzo è delimitata da due affluenti del Torrente Pescia, il Rio Bozzo Nero e il Rio San Lorenzo. Le ricche sorgenti di quest’ultimo, insieme al contributo fornito dalla Galleria Emungente, riforniscono l’acquedotto comunale.

Alla chiesa vi sono addossati la Casa del Cappellano e l’Oratorio. Nel corso del 1600 e del 1700 sorsero la Compagnia di San Lorenzo , quella della Santissima Concezione, della Buonamorte, di Santo Stefano e della Madonna del Rosario. I lavori di scavo hanno permesso di rinvenire un’antica fornace per la fusione delle campane databile ai secoli XI e XII.

Costeggiando il Torrente, il borgo di San Lorenzo è facilmente raggiungibile a piedi dopo aver superato le località San Giovanni, Le Steccaie e Al Masso; sono circa 3 km. Sulla vecchia mulattiera si incontrano i resti di un’antica cappella. Dall’abside della chiesa parte l’antica Via Bolognese, un tempo diretta al Passo di Porretta. A San Lorenzo giunge la Gora Est di Pietrabuona, ancor oggi visibile, che riforniva le cartiere della zona, la Bozzo Nero, un edificio oggi in rovina, e le due trasformate in alberghi, la Santa Caterina e la San Lorenzo.

cit Alessandro Birindelli