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April 10 @ 16:30 – 18:00

Mauro Pratesi, Carrà incontra Berlinghieri
📌 Mauro Pratesi è stato docente di Storia dell’Arte Contemporanea nelle facoltà di Lettere e di Architettura dell’Università di Firenze e per oltre trent’anni titolare della cattedra di Fenomenologia delle Arti Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Ha pubblicato saggi su numerose riviste scientifiche, tra cui Bollettino d’Arte, Prospettiva, Antichità Viva, Paragone and Ricerche di storia dell’arte. Tra i principali volumi si ricordano “L’arte del disegno nel Novecento italiano” (1990), “L’arte italiana del Novecento. La Toscana” (1991), “Gio Ponti” (2015) e studi più recenti dedicati a protagonisti e temi dell’arte del Novecento italiano.
🔹L’argomento preso in considerazione non affronta la storia o la filologia (per altro assai nota) né tanto meno vuole avanzare ipotesi di lettura intorno alla famosa tavola di Bonaventura, casomai vuole pungolare l’ambiente degli studiosi d’arte antica che molto spesso ignorano i contributi formulati in vario modo, nel corso del tempo, da parte di artisti e letterati sopra opere o protagonisti del passato, considerandoli, spesso, poco interessanti o di nessun rigore filologico. Invece, per dirla con Longhi: «E, del resto, quante più idee, quanti più vivaci ripercorrenti di valori artistici nei libri di Carrà e di Boccioni in paragone a quelli dei critici e degli storici del tempo; che cantonate, ma che rapace instancabile vastità d’interessi. Chi non ne fu toccato?».
È, tuttavia, vero che negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una messa enorme di mostre a tema dove abbiamo visto le stesse opere, sculture o pitture, degli artisti moderni che valevano ora per il recupero di Piero, ora per quello di Giotto, ora per gli Etruschi e così via. D’altronde, bisogna considerare che artisti complessi e di vastissima cultura come, senza dubbio, è il caso di Carlo Carrà, non erano assolutamente monocordi, ossia, potevano riferirsi a più fonti possibili, ma indubbiamente, a questo punto, merita fare un ragguaglio più puntuale ed anche, filologicamente, più preciso e stabilire, così, con più certezza quando e come certe citazioni furono assunte ed alberate dai contemporanei evitando il solito calderone del recupero dell’antico e dei soliti nomi che tanto valgono per ogni messa.
(Mauro Pratesi, 2026)
🎟️ INGRESSO LIBERO
📍Museo Libero Andreotti, Piazza del Palagio, 7
