
Avvolto nel mistero delle sue origini, questo imponente palazzo non rivela il nome del suo architetto, ma lascia parlare la storia: l’incisione “Anno VI” sulla facciata ne fissa il compimento nel 1928, in pieno clima razionalista.
Incastonato tra lo scorrere del torrente Pescia e l’ampia piazza XX Settembre, l’edificio si erge come un volume solido e isolato, capace di dominare il lato orientale dello spazio urbano. La sua architettura è un affascinante dialogo tra epoche diverse: un mix audace dove gli ornati storicistici incontrano i primi, vibranti impulsi modernisti. Il ritmo dei prospetti è scandito da una particolare centinatura a profilo spezzato che abbraccia le finestre in un “ordine gigante”, culminando in un avancorpo centrale rigorosamente simmetrico. Qui, tra balconi poligonali e geometrie sovrapposte, l’edificio esibisce tutta la sua personalità scenografica.



