Costruita nel 1673 sulla sommità di Colle dei Fabbri grazie all’eredità della sig. Isabella Catani e su progetto dell’architetto e pittore pesciatino Benedetto Orsi, che in questa chiesa lascia alcuni suoi dipinti (San Pietro Martire, Santa Caterina da Siena, Santa Rosa da Viterbo con Madonna e Bambino). Il quadro più importante è il San Filippo Neri in estasi di Carlo Maratta o Maratti, il maggiore esponente della pittura italiana della seconda metà del Seicento. Il quadro, nel quale il santo sembra sollevarsi in aria come se levitasse, è inserito nell’ampia parete barocca del presbiterio tra stucchi, colonne di marmo ed altri dipinti. Gli stucchi, eseguiti dallo stuccatore architetto pesciatino Gian Antonio Tani, raffigurano angeli, vescovi e l’emblema dell’ordine domenicano. La parete che sovrasta l’ingresso della chiesa si presenta, invece, sobria e semplice, con il coro per le monache. Inoltre molti altri quadri del Settecento, tra cui un San Domenico, sono conservati all’interno.

Le suore Teatine del convento aderivano all’ordine domenicano, vicinissimo a San Filippo Neri.

La Scala Santa, che raggiunge la chiesa, probabilmente antecedente alla realizzazione di quest’ultima, potrebbe avere un significato penitenziale

(cit. Alessandro Birindelli)