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L’Oratorio della Madonna di Piè di Piazza, situato all’estremità meridionale della Piazza Grande di Pescia, è uno dei gioielli più preziosi del Rinascimento toscano fuori dai confini fiorentini. La sua storia e la sua architettura raccontano un legame profondo tra la fede popolare e l’eccellenza artistica del Quattrocento.

Costruito nel 1447, l’edificio è attribuito ad Andrea Cavalcanti, detto il Buggiano, figlio adottivo e allievo prediletto di Filippo Brunelleschi. L’impronta del maestro è evidente nel rigore geometrico e nella purezza delle linee. La facciata, sobria ed elegante, è caratterizzata da una loggia a tre arcate (oggi tamponate) che poggia su snelle colonne, riflettendo pienamente i canoni della prospettiva e dell’armonia rinascimentale.

L’oratorio è noto anche come Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, ma il nome popolare “Piè di Piazza” deriva proprio dalla sua posizione geografica, ai piedi dell’ampio spazio mercatale che costituisce il baricentro civile della città.

L’interno, pur nelle sue dimensioni contenute, custodisce opere di straordinario valore:

  • Il Soffitto Ligneo: Uno degli elementi più spettacolari è il sontuoso soffitto a cassettoni in legno intagliato e dorato, realizzato nel 1609 dall’artista pistoiese Giovanni Zeti.
  • Due dipinti di Alessandro Tiarini: uno a Pescia e uno al Louvre. A Pescia, nell’Oratorio dei Santi Pietro e Paolo o Chiesa di Pie’ di Piazza, sopra l’altar maggiore, è conservato l’affresco Madonna col Bambino, del sec. XV. L’opera fino al 1605 si trovava in un’edicola sul Ponte del Duomo. Una volta traslata nella chiesa è stata incorniciata dal dipinto Padre Eterno tra Angeli del bolognese Alessandro Tiarini (1577-1668) che negli anni dal 1602 al 1605 ha lavorato a “Pescia di Lucchesia”. Nella tela del Tiarini è presente la veduta della città con i campanili, il ponte del Duomo e il suddetto tabernacolo .In Emilia Romagna e in Toscana si trovano molte tele del Tiarini, ma l’opera più importante è conservata al Museo del Louvre: il Pentimento di San Giuseppe, realizzato nel 1617-1619 . Fu confiscato nel 1796 dai Francesi alla Chiesa dei Mendicanti a Bologna.

Oggi l’oratorio rimane un luogo di silenzio e preghiera, un punto di sosta essenziale per chiunque voglia cogliere l’anima storica di Pescia, dove la lezione di Brunelleschi si fonde armoniosamente con la devozione locale.