{"id":5202,"date":"2026-05-12T19:46:46","date_gmt":"2026-05-12T17:46:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prolocopescia.it\/?page_id=5202"},"modified":"2026-05-12T20:06:14","modified_gmt":"2026-05-12T18:06:14","slug":"il-palio-dei-rioni-citta-di-pescia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.prolocopescia.it\/en\/il-palio-dei-rioni-citta-di-pescia\/","title":{"rendered":"Il Palio dei Rioni approfondimento"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"wp-block-heading\">Il Palio dei Rioni  Citt\u00e0 di Pescia<\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Considerata da sempre parte del contado lucchese, nel 1339 Pescia pass\u00f2 liberamente e volontariamente sotto l\u2019egida di Firenze. Si trattava della realizzazione di un sogno che l\u2019immaginario collettivo attribu\u00ec all\u2019intervento miracoloso di Santa Dorotea, che il calendario liturgico festeggiava il 6 di febbraio, giorno in cui pesciatini guelfi, dopo un esilio di venticinque anni, poterono tornare finalmente in patria. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Il giorno successivo, domenica 7, fece l\u2019entrata in Pescia il primo podest\u00e0 fiorentino. Negli statuti comunali del 1340 c\u2019\u00e8 una rubrica interamente dedicata alla festa in onore della Santa: il 7 febbraio era assolutamente vietato lavorare e ogni capofamiglia doveva partecipare alla processione che precedeva la Messa solenne in Santo Stefano, recando un cero di mezza libra (gr.170) da donare successivamente alla chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Anche il Comune faceva la sua parte finanziando l\u2019organizzazione del Palio (detto Brav\u00eco) che dei festeggiamenti profani era senz\u2019altro il pi\u00f9 spettacolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Nella settimana che precedeva l\u2019evento, un incaricato, denominato Contestabile, si recava a Firenze per l\u2019acquisto del premio, consistente in circa sei metri di panno scarlatto e di una banda di stoffa lilla, su cui, prima di essere cucita al panno, venivano dipinti il giglio di Firenze e il nostro Delfino. Egli doveva poi occuparsi dell\u2019asta su cui issare il palio e del mezzo, carro o cavallo, con lo scopo di farlo ammirare anche prima della gara lungo le vie della Citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Nel pomeriggio del 7 febbraio, dunque, dalla sede del Comune partiva un piccolo corteo composto dalle autorit\u00e0, dai rappresentanti delle arti e dai musici (trombetti, pifferi, suonatori di cornamuse e, raramente, tamburini) che, per una sorta di esterofilia, venivano sempre reclutati fuori citt\u00e0. Seguivano i pochi concorrenti in sella ai loro cavalli maschi arabi, che erano le \u201cfuoriserie\u201d del tempo, e del carro su cui faceva bella mostra di s\u00e9 il \u201ccencio\u201d. La sfilata era chiusa da un nugolo di ragazzi curiosi e invadenti, a cui venivano lanciate dal carro grandi quantit\u00e0 di nocciole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">I cavalli, proprio per l\u2019indole nervosa, non erano montati dai facoltosi padroni, ma da giovani fantini, i quali, come al Palio di Siena, avevano dei buffi soprannomi del tipo <em>Bruschino<\/em>, <em>Saltacampagna<\/em>, <em>Fringuello<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">La gara si svolgeva \u201cin lungo\u201d, con partenza dalla zona Castellare e terminava in Piazza Grande, dove, su un palco allestito per l\u2019occasione, sedeva la giuria. I concorrenti non partecipavano al Palio in rappresentanza di una parte della Citt\u00e0, come a Siena, ma sempre a titolo personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Mentre le manifestazioni religiose in onore di Santa Dorotea si svolgevano regolarmente ogni anno, il Brav\u00eco veniva corso solo quando la situazione economica, politica e sanitaria lo permettevano. L\u2019ultima edizione, che risulter\u00e0 essere la pi\u00f9 bella ed emozionante ebbe luogo nel 1526 con sette cavalli iscritti inviati da famiglie nobili pistoiesi, fiorentine, dal nostro Proposto e perfino da Lorenzo Cybo, nipote del Magnifico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"> Alla sfilata parteciparono una quarantina di musici e cantori e, con il suo morello, il fiorentino Luca Libri si aggiudic\u00f2 ben dieci metri di damasco rosso di notevole valore. Il palio, dunque non era il drappo dipinto di oggi, ma stoffa da cui ricavare abiti di una certa importanza alla quale, comunque, veniva cucita una infinit\u00e0 di nastri, fregi, cappi e bande dorate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Incredibilmente questa memorabile edizione decret\u00f2 la fine di una cos\u00ec lunga serie di palii. Era insomma l\u2019epilogo di un\u2019antica tradizione che da sempre rappresentava il volto popolare della passione, e lasciava il passo ad altre forme meno pericolose per l\u2019incolumit\u00e0 di contendenti e spettatori e maggiormente teatralizzanti come la Giostra del Saracino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"> La prima edizione di questa si svolse nel 1596 e l\u2019ultima nel 1677. Il luogo della disfida era ancora la Piazza Grande, nella parte a sud ovest, dove ormai il suo lastricato a mattoni era irrimediabilmente danneggiato. Il pupazzo di legno, che ancora si conserva nel museo cittadino, non girava come quello di Arezzo. A gareggiare, in questo caso erano gli stessi proprietari dei cavalli, i soliti nobili. Vinceva la gara chi, con le tre \u201cbotte\u201d a disposizione, riusciva a colpire con maggiore precisione sul suo volto. Per ovviare al pericoloso contraccolpo, le lance erano state preventivamente incise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Cambiato il gioco, cambiarono anche i premi consistenti, questi, in oggetti d\u2019argento che venivano assegnati ai primi tre classificati. Un premio speciale era assegnato al Masgalano (dallo spagnolo <em>mas<\/em>-molto, <em>galano<\/em>-elegante), cio\u00e8 al cavaliere che si distingueva maggiormente nelle vesti e nel portamento in sella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Con l\u2019ultima giostra del 1677 si chiuse definitivamente il ciclo aureo di queste spettacolari manifestazioni. Fra Sette e Ottocento qualche corsa di cavalli, definita dalle cronache \u201cpaliaccio\u201d, venne effettuata per particolari ricorrenze religiose, ma non per la festa di Santa Dorotea che aveva preso ben altri connotati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Il Palio moderno nasce dalla felice intuizione di un gruppo di amici desiderosi di dare slancio al turismo cittadino e oggi \u00e8 considerato l\u2019appuntamento storico folcloristico pi\u00f9 importante della Valdinievole. Le prime tre edizioni del Palio vengono disputate dalla \u201cCompagnia arcieri di Lucca\u201d i cui atleti gareggiano in rappresentanza dei quattro rioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">La manifestazione, non avendo un riferimento storico, si disputa con arco e frecce, mentre Il \u201ccencio\u201d di cm.85&#215;210, un tempo di damasco rosso, \u00e8 di buona stoffa su cui ogni anno bravi locali dipingono scene che nel tempo hanno caratterizzato la vita della Citt\u00e0 e il suo territorio. La prima edizione disputata con arcieri pesciatini avverr\u00e0 il 6 settembre 1981 giorno di domenica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">La gara \u00e8 preceduta da un bel corteggio, formato da circa 200 figuranti, che attraversa la Citt\u00e0 tra due ali di folla incuriosita, per poi giungere in una Piazza Mazzini gi\u00e0 invasa in modo incredibile di persone. La competizione \u00e8 agguerrita, ogni freccia pi\u00f9 o meno assestata \u00e8 accompagnata da grida, incitamenti, evviva; sembra una gara con lontane origini storiche, una sorta di Palio senese, tanto la sfida \u00e8 accesa e sofferta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Con l\u2019andare degli anni nei rioni si sentir\u00e0 il bisogno di coalizzarsi, cosa che si concretizzer\u00e0 con la creazione di un nuovo organismo la \u201cLega dei Rioni\u201d, i cui membri, due ogni rione, hanno lo scopo di interloquire con l\u2019Amministrazione Comunale e nel contempo lavorare affinch\u00e9 la prima domenica di settembre fili tutto perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Ed arriviamo al presente: nei primi quattro giorni della settimana che precedono la gara ogni rione organizza una sua cena propiziatoria, allietata da cibi \u201cmedievali\u201d e da spettacoli che si rifanno a quelli del lontano passato. Il venerd\u00ec \u00e8 dedicato alla presentazione del \u201ccencio\u201d e alle belle coreografie eseguite da sbandieratori, spadaccini e tamburini, appartenenti ai quattro rioni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">La vigilia del Palio \u00e8 riservata al concorso \u201cLa bellezza e l\u2019eleganza della donna nel medioevo e rinascimento\u201d a cui partecipano, oltre alla rappresentante locale e altre provenienti anche da molto lontano. Le concorrenti indossano abiti che per la sola realizzazione \u00e8 stato necessario un\u2019accurata ricerca storica e iconografica, oltre alla scelta delle stoffe e dei colori, seguite dal complicato confezionamento e da innumerevoli prove.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">E finalmente si arriva alla domenica, giorno dedicato alla disfida. In citt\u00e0 si respira un\u2019atmosfera diversa e gi\u00e0 di buon mattino c\u2019\u00e8 un viavai insolito di gente in Piazza Mazzini. Sono gli addetti all\u2019organizzazione che stanno effettuando gli ultimi preparativi, mentre i contradaioli ritardatari si apprestano a mettere alle finestre le bandiere dell\u2019amato rione. Dalla facciata del palazzo comunale pendono invece grandi stendardi con i colori dei quartieri contendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Verso le 11, gli arcieri, ancora in abiti borghesi, fanno dei tiri di prova sulla pedana che dopo poche ore li vedr\u00e0 protagonisti. I dirigenti stanno molto attenti alla mira dei loro preziosi rappresentanti, ma quasi mai chi si dimostra infallibile al mattino si ripete durante la gara. Il Palio, infatti, fa dei brutti scherzi anche ai pi\u00f9 navigati, perch\u00e9 ti mette di fronte a una realt\u00e0 completamente diversa da una normale gara sportiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Alle ore 15,00 precise, lo spettacolare corteggio storico prende l\u2019avvio, per snodarsi poi per tutto il centro storico cittadino. Prima il gonfalone della Lega, poi quello del rione vincitore dello scorso anno, composto da numerosissimi figuranti, fra i quali spiccano per eleganza e leggiadria le sue belle dame, poi, uno alla volta, gli altri rioni anch\u2019essi impegnati in una gara a chi riesce a stupire maggiormente lo spettatore. Questa \u00e8 una fantasmagorica gara che, tuttavia, si esaurisce appena salgono in pedana gli arcieri, i veri protagonisti della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Durante la gara il tifo \u00e8 alle stelle, la Piazza rimbomba al suono di cento tamburi e tutti gli occhi sono rivolti verso la freccia, la tua freccia e guai se non colpisci nel segno! La gara ha termine sull\u2019imbrunire fra le lacrime di gioia o di delusione. Al rione vincitore spetter\u00e0 il \u201ccencio\u201d, l\u2019ambito trofeo con il quale \u00e8 doveroso farsi immortalare in una foto ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">\u2018<em>Il Palio \u00e8 come il giorno del matrimonio\u2019<\/em> \u2013 ha scritto qualcuno &#8211; \u2019<em>gli innamorati hanno passato i mesi precedenti la cerimonia concentrandosi nei preparativi, poi tutto si brucia in poche ore e non restano che le fotografie, oltrech\u00e9 l\u2019amore, s\u2019intende<\/em>!\u2019 \u2013 e cos\u00ec conclude \u2013\u2018<em>e i pesciatini hanno trovato la maniera di sposarsi una volta all\u2019anno con questa passione\u2019!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>testo di Lando Silvestrini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Palio dei Rioni Citt\u00e0 di Pescia Considerata da sempre parte del contado lucchese, nel 1339 Pescia pass\u00f2 liberamente e volontariamente sotto l\u2019egida di Firenze. 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