Nei secoli scorsi la mulattiera che dalla Bareglia conduce a Santa Margherita rappresentava l’alternativa più rapida per raggiungere i paesi della nostra montagna; infatti da Santa Margherita il percorso proseguiva per Medicina, Fibbialla e San Quirico; la strada principale, la cosiddetta “barrocciabile”, procedeva invece da Pescia fino alla località La Croce di Pietrabuona, seguendo all’incirca il decorso del fiume; da qui poi saliva in quota in direzione di Pietrabuona Castello.

La nostra mulattiera, percorso CAI n. 50, inizia in Piazzetta del Moro e prosegue a sinistra in via dell’Acido; giunge poi a Santa Margherita (327 metri) in 1,8 km e circa 40 minuti di cammino; è in costante salita, con un selciato a tratti irregolare e talora coperta da erba o foglie; è delimitata da terrazzamenti di ulivi e muretti a secco.

La Piazzetta del Moro (dal nomignolo del mugnaio che due secoli fa vi possedeva un mulino) era un crocevia viario cruciale per l’economia pesciatina e per le sue fabbriche, tanto che nel 1845 qui iniziarono i lavori per la realizzazione della via Mammianese; in quell’occasione fu demolita la porta del Moro o della Montagna, una delle nove porte della città; la porta era collegata alla cinta muraria che, da almeno sette secoli, saliva parallela al rio Bareglia e giungeva oltre Cafaggio a protezione del Castello di Bareglia, edificato nel 1030 a guardia del primo insediamento cittadino.

L’area della Bareglia, di Piazzetta del Moro e di via dell’Acido è stata zona di opifici e adesso vi si trovano i ruderi di tre fabbriche: la Del Magro (nel 1825 diventa mulino e filatoio; dal 1915 al 1919 è trasformata in Caserma “Borgognoni” per la fanteria; dal 1951 è fabbrica per oggetti in alluminio e scaldabagni; nel 1989 ha cessato definitivamente l’attività; da poco i ruderi sono stati parzialmente demoliti); la Gran Filanda di proprietà Scoti (posta su cinque piani, nata a metà Ottocento); la Conceria Riccioni (del 1906; ha una forma particolare perché in direzione est-ovest si allarga alla base e si eleva in altezza).

In via dell’Acido (nelle concerie era utilizzato l’acido muriatico per conciare le pelli) oltrepassiamo il ponticello sul rio Bareglia, posto tra le tre suddette fabbriche; saliamo sul Colle Monzone di Bareglia e sulla destra si osservano i colli di Speri e di Sorico e tre antichi opifici, ristrutturati ma non abitati, disposti lungo la via Mammianese: la Cartiera Romoli (detta il Camminone per la presenza di una grande ciminiera; è di fine 1800, di colore giallo ocra); la Cartiera Paradiso (non intonacata, è del 1825, è disposta perpendicolarmente alla Mammianese); la Cartiera Paradisino (di colore rosso, è del 1825).

La mulattiera dopo 30 minuti arriva su asfalto che si percorre per circa 500 metri prima di giungere alla chiesa di San Concordio, sulle pendici del Monte Cupola; da qui si può osservare l’inusuale panorama di Pescia e di Monte a Pescia, mentre a nord si scorgono Vellano e il dirimpettaio Monte Lignana, dalla punta triangolare.

Sul Colle Monzone di Bareglia esisteva un’antica strada, la via San Marco, che iniziava dalla Piazzetta del Moro e procedeva più in basso rispetto alla nostra mulattiera, parallelamente all’attuale strada asfaltata per Santa Margherita; nei primi anni del ‘900 lo sviluppo industriale della zona la cancellò definitivamente.

(cit. Alessandro Birindelli)