La Storia e il contenitore
II 15 Aprile 1519 Papa Leone X al secolo Giovanni de’ Medici, figlio del Magnifico Lorenzo, per intercessione di Mons. Baldassare Turini suo Datario(appartenente a una delle famiglie più importanti di Pescia), staccò il territorio della Valdinievole e parte della Valleriana dalla Diocesi di Lucca.
Con la Bolla Pontificia creò una “Prepositura nullius” cioè una “Diocesi senza Vescovo, e quindi direttamente dipendente dalla Santa Sede” ad amministrare la “Prepositura nullius” fu il nominato il Capitolo dei Canonici che la guidò fino al 1727 quando fu nominato il primo Vescovo.
Nel Novembre 1648, muore ad Avignone in attesa di essere nominato Vescovo il Canonico tesoriere Romualdo Cecchi, il quale nelle sue ultime volontà testamentarie lascia tutti i suoi libri e librerie, oltre a due splendidi mappamondi, al Capitolo dei
Canonici di Pescia affinché istituiscano una biblioteca per la “gioventù di Pescia”, insieme ad una rendita annua di 25 scudi per l’acquisto di nuovi libri e un vitalizio di 5 scudi per il bibliotecario pro-tempore. Aperta nel Luglio 1666 in un ambiente non
ancora individuato, la nuova biblioteca del Capitolo Pesciatino fin da subito si pose all’attenzione della comunità, per la raccolta di volumi di notevole interesse.
Mons. Andrea Buovicini, rettore del collegio di “Propaganda Fide” fece arrivare ai Canonici la bolla di Papa Alessandro VII Chigi che riconosceva l’apertura della biblioteca alla consultazione e comminava la scomunica per gli eventuali ladri che vi avessero rubato libri.
Dopo la bolla appena citata, per i canonici inizia un lungo periodo di progetti per costruire una nuova sede degna del riconoscimento Pontificio.
Infine dopo tanti progetti presi in esame, i Canonici decisero di costruire la biblioteca sopra la nuova sacrestia del Duomo anch’esso in fase di costruzione. Il cantiere si concluse solo nel 1710 e subito dopo fu riorganizzato l’arredamento con i suoi scaffali lignei. La volta della sala fu affrescata tra l’Aprile e l’Agosto del 1711, dal Pittore Lucchese Pietro Scorzini lo stesso che affrescò la Chiesa di Santa Maria Corteorlandini a Lucca, meglio conosciuta come Santa Maria Nera(in quanto copia esatta della Santa Casa di Loreto).
Il pittore ha eseguito sulla volta, al centro di sfondati prospettici l’iconografia della Sapienza, (Sofia)rappresentata con la figura di Ermete Trismegisto.
Ai quattro lati sono rappresentati dei cartigli con delle frasi latine riprese dall’antico testamento che avevano la funzione di richiamare gli ecclesiastici ai loro compiti e doveri, e da cui si evince che la biblioteca è specializzata in discipline giuridiche.
Sulla parete di fondo fa’ bella mostra il ritratto del Canonico Romualdo Cecchi con il cartiglio in cui si celebra l’atto fondativo, il Canonico è ritratto nell’atto di osservare e forse anche di ammonire i frequentatori della biblioteca. Oggi la biblioteca del Capitolo di Pescia è sicuramente una delle più belle sale della Città.
I libri in essa contenuti hanno un valore inestimabile non tanto per il numero dei volumi(supera di poco le diecimila unità)quanto piuttosto per l’importanza e la rarità dei testi conservati fin dall’inizio della fondazione.
Si conservano quarantadue incunaboli e più di cento manoscritti che vanno dal XIII al XIX secolo.
Nelle diverse sezioni in cui sono divisi i libri, trovano posto 800 cinquecentine, e il volume più prezioso a stampa è l’incunabolo edito a Pescia nel 1488 dalla stamperia dei fratelli Orlandi. Un’altro pregevole esemplare è il bellissimo messale romano
Miniato del XV sec. detto della Maddalena, in quanto appartenuto alla Compagnia dei Disciplinati di Santa Maria Maddalena, Chiesa omonima posta innanzi alla Cattedrale.
Nel fondo manoscritti è conservato un prezioso codice con coperta lignea dipinta del XV sec. dove è riportata la traslazione della sacra Spina da Firenze alla Chiesa dei Santi Andrea e Bartolomeo del Monte a Pescia. Inoltre è conservato un Evangelistario
del XIV sec. Dove sono riportate tre date importanti per la città di Pescia ed esattamente:
– 1062 la Consacrazione della Pieve di Santa Maria da parte di Papa Alessandro II(e Vescovo di Lucca) al secolo Anselmo da Baggio, che nell’occasione fece Dono di un pezzo di pane d’orzo, tutt’ora conservato in un reliquario del 1500.
– 1287 la completa distruzione e abbruciamento di Pescia da parte dei Lucchesi.
– 6 febbraio 1339 l’entrata dei Fiorentini in Pescia e l’indizione della festa di Santa Dorotea come patrona della Città, che insieme ai Santi Abdon e Sennen e San Policronio entrerà a far parte del pantheon dei Santi Patroni di Pescia.
Da segnalare in particolare la bellissima raccolta di settemila incisioni del CinqueSeicento contenute in trentasei tomi, questa imponente opera è giunta in biblioteca nel 1702 in seguito al lascito testamentario del Canonico Andrea Buonvicini (Rettore
del Collegio di Propaganda fide per circa un quarantennio, dopo la sua morte il suo ruolo fu ricoperto solo da Cardinali il primo dei quali fu’ il Cardinal Fabroni di Pistoia.) insieme a manoscritti di notevole valore.
Alla fine del 1700 la biblioteca fu’ riordinata su indicazione del noto bibliotecario della Marcelliana diFirenze, Angelo Maria Bandini. Nel corso dei secoli molti uomini illustri hanno donato i propri libri alla biblioteca, Placido Puccinelli, Matteo
Ansaldi, il Senatore Leopoldo Galeotti.
Nel 1772 il pittore Antonio Tani dipinse sull’ingresso della porta alla sala l’estratto della bolla Pontificia con il quale si ricordava il monito di scomunica diretto ai ladri.
Dobbiamo ricordare che sulla rampa di scale, prima di giungere alla sala della biblioteca si trova la “Casa del Capitolo” con al proprio interno l’archivio “segreto” che conserva tutti i documenti inerenti la Prepositura nullius prima e la Diocesi dopo, dal
momento della creazione del 1519 ad oggi.
Inoltre vi sono conservate opere d’arte di immenso valore. Una tavola di Bicci di Lorenzo del 1407 circa raffigurante un Cristo portacroce, una piccola crocifissione e una piccola annunciazione facenti parte di una cimasa.
Un San Giovanni Battista( San Giovannino) in terra cotta invetriata, facente parte di un’acquasantiera.
Oltre ad altre scaffalature con altri libri pervenuti dalle donazioni dei vari Canonici che i sono susseguiti nel corso dei secoli.
A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”
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