Castelvecchio borgo delle Dieci Castella nella Svizzera Pesciatina

Nel corso della sua lunga storia , Castelvecchio ha seguito le alterne sorti di Vellano : nel 1333 venne dato in feudo alla famiglia Garzoni, espugnato poi da un membro della medesima famiglia, fu ceduto ai pisani nel 1362, per poi tornare due anni dopo sotto i fiorentini. Nel centro del paese, nella parte più alta, sono ancora visibili i resti della torre che fu distrutta tra le dispute fra Firenze e Pisa.

Situata nel centro del paese, vicino all’antica porta, si sviluppa sopra l’Oratorio del SS. Rosario ed è la chiesa parrocchiale. Databile al sec. XVIII, ha tre navate. Al suo interno conserva numerosi dipinti del seicento, recentemente restaurati, e una tavola centinata del cinquecento (Madonna e Bambino in trono con i santi Giovanni Battista e Tommaso). Vi sono, poi, insegne e stendardi processionali, due tabernacoli lignei intagliati e dorati, uno dei quali del seicento; anche una statua lignea di Sant’Antonio Abate, sec. XVIII. La lunetta esterna, raffigurante il Santo titolare, è del pesciatino Franco del Sarto. ( cit. Alessandro Birindelli)

Scendendo verso il centro del paese si trova la piazza con la fontana in pietra serena e a destra l’antica porta di accesso al paese, attraversata la quale è possibile giungere alla chiesa di San Giovanni Battista, risalente ai primi anni del Seicento. Essa conserva alcune opere artistiche, tra cui un pregevole dipinto su tavola raffigurante la Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giovanni e Tommaso del XV sec.

Attraverso uno stretto sdrucciolo sotto il campanile della chiesa, si ha accesso ai locali dell’Oratorio del SS. Rosario. Si compone di tre piccole cripte voltate a botte, di cui quella centrale interamente decorata con affreschi risalenti alla fine del XVI secolo e raffiguranti i misteri del SS. Rosario, mentre sulla volta sono presenti grottesche e putti con i simboli della Passione di Cristo. Posto sotto la chiesa di San Giovanni Battista, fino a pochi anni fa fungeva da magazzino.

Vi si accede tramite un lastricato situato sotto il campanile. Di fine 1500 – inizio 1600, pareti e soffitto sono interamente affrescati con scene dei Misteri del Rosario e della Passione di Cristo. Fu sede dell’omonima Compagnia fino a inizio 1900. Restaurato nel 2006, prende luce dalle due monofore ai lati dell’altare.Ogni scena è illustrata all’interno di un riquadro e ornata da finte colonnine e pannelli in marmo. Gli affreschi sono opera di un pittore locale, forse l’ignoto autore dell’Ultima Cena, conservata presso il Convento di San Francesco a Pescia.

Entrando nel locale i dipinti si susseguono dalla parete sinistra alla destra secondo l’ordine dei Misteri: Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi. La Crocifissione, situata sopra l’altare, rappresenta il fulcro dell’intero ciclo pittorico. In un vano adiacente all’Oratorio è conservato l’affresco Madonna con Bambino e i Santi Sebastiano e Rocco. ( cit. Alessandro Birindelli )

La Pieve dei SS. Tommaso e Ansano, sorge fuori dall’abitato in posizione dominante, lungio l’antica strada di comunicazione con Lucchio e la Val di Lima. Documentata sin dall’anno 879 nella pergamena del vescovo lucchese Gherardo, è una delle più vecchie chiese della provincia. Fu edificata con pietra serena di provenienza locale; è in stile romanico ma ricostruita più volte. L’interno è a tre navate absidate separate da una lunga serie di archi e colonne con Capitelli scolpiti.

Sotto il Presbiterio rialzato si trova la Cripta. Sulle facciate vi sono molti capitelli, figure enigmatiche e maschere arcaiche in pietra serena risalenti al sec. XII ; alcune di queste rappresentavano avvertimenti o segnali per gli antichi viandanti. La Torre campanaria, antica torre di avvistamento, è sul retro della chiesa. A lato della Pieve possiamo ammirare alcune opere eseguite nei Simposi Internazionali di Scultura tenutisi in Valleriana. ( Cit. Alessandro Birindelli – foto realizzate da Roberto Flori)

per approfondimenti e informazioni : Pieve di Castelvecchio

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