Oratorio della Madonna di Pie’ di Piazza

L’oratorio fu fondato nel 1447 per volontà del nobile pesciatino Francesco Galeotti, Notaro dell’Uditore della Camera Apostolica in Roma, che lo volle intitolato ai Santi Pietro e Paolo. L’architettura in stile rinascimentale è forse una delle più importanti testimonianze di influenza brunelleschiana in Valdinievole. Il disegno delle facciate è infatti attribuito ad Andrea di Lazzaro Cavalcanti da Buggiano, allievo e figlio adottivo di Filippo Brunelleschi.
L’interno dell’oratorio ha il soffitto ligneo riccamente intarsiato da Giovanni Reti detto Giovannone dei Crocifissi, di Pistoia su disegno di Maestro Domenico Marcacci anche lui pistoiese. Al centro è collocata la Vergine e ai suoi lati San Pietro e San Paolo. Le sculture furono dipinte e dorate da Ippolito Brunetti per la somma di 300 fiorini d’oro.
Questo oratorio il 1° gennaio 1605 dette degna e stabile dimora alla immagine della Madonna delle Grazie, (affresco su lavagna) che da più di due secoli era collocata in un’edicola posta sul Ponte della Pieve (del Duomo).
Essendo considerata taumaturgica, i fedeli vi avevano lasciato numerose testimonianze per grazie ricevute come dipinti, cuoricini, candele, stucchi tanto che il piccolo edificio non riusciva a contenerne oltre.
Per accrescerne sempre più il lustro e il decoro, il Capitolo della Propositura e il Comune decisero, anche per l’insufficienza di spazio dell’edicola, di spostare l’immagine in un luogo più consono. Inizialmente si pensò di costruire una nuova chiesetta, poi, mancandone le risorse economiche, si decise di traslare la Madonna nell’Oratorio di SS. Pietro e Paolo. La concessione del Granduca giunse insieme all’all’autorizzazione a spendere 140 scudi per lo straordinario avvenimento.
Era il 1° gennaio 1605 quando popolo, confraternite, ordini religiosi, Priori e Capitani del Comune e il Vicario Regio Giovanni Berti presero parte alla processione della Madonna resa più grandiosa e imponente da alcuni squadroni di alabardieri facenti parte della guardia di onore al Granduca Ferdinando III, alla Principessa Cristina di Lorena ed a Cosimo loro figlio, giunti da Firenze per fare atto di devozione.
La cittadinanza fece a gara negli addobbi delle vie e nella illuminazione. Le campane della città e dei paesi limitrofi suonarono senza interruzione. Pescia non aveva mai visto una partecipazione di popolo di tal genere.
Prima di collocarla sull’altare, Monsignor Stefano Cecchi dalla porta dell’oratorio dette con la prodigiosa immagine la benedizione alla folla.
Il Granduca, per testimoniare sempre più la devozione alla Madonna, volle che al posto dell’altare in pietra ve ne fosse collocato uno in marmo con tanto di stemma mediceo. Quest’ultimo, tuttavia, non fu realizzato; al suo posto venne collocato quello della famiglia La pittura del quadro decorativo fu affidata al bolognese Alessandro Tiarini, che vi tratteggiò in alto l’Eterno Padre in gloria, ai lati gli angeli e, in basso, un tratto della Città di Pescia in cui si scorge il Ponte della Pieve, la piccola edicola e il campanile della
propositura.
La devozione alla Madonna fu tale da giungere a Pescia anche persone di varie regioni d’Italia recanti offerte di varia natura.
La Festa dedicata alla Madonna, detta di piè di Piazza si celebra il 6 maggio di ciascun anno, essendo in detto giorno del 1605 “mostrata miracolosissima”.
A fianco dell’altare è murata una preziosa lastra marmorea proveniente dalla Porta Santa della Basilica Vaticana (Anno Santo 1650) donata da papa Innocento X al prete pesciatino Domenico Cherubini. L’organo è settecentesco.
La Sacra immagine era stata incoronata nel 1937, ma due ladri stranieri, non curanti delle telecamere hanno asportato il monile d’oro; al suo posto recentemente ne è stato collocato uno in argento.

A cura dell’Associazione “Quelli con Pescia nel Cuore”